Zanzara - sistemi di gestione

Zanzara comune e Zanzara tigre: vecchie e nuove fonti di disturbo nel nostro territorio


Le zanzare, nella loro forma adulta, appaiono come piccoli insetti volatori a due ali (ditteri). L’adulto femmina è ematofago (si nutre di sangue), essa, dopo l’accoppiamento, fora la cute degli organismi a sangue caldo grazie al suo particolare apparato boccale e si nutre del loro sangue per poter maturare dentro di sé le proprie uova fecondate prima della loro deposizione. Queste, in genere, vengono deposte in piccole raccolte di acqua stagnante e ferma (ad esempio piccoli volumi d’acqua contenuti in pozze, sottovasi, bidoni, annaffiatoi, secchi etc.). Il ciclo riproduttivo delle zanzare ha luogo prevalentemente nei periodi più caldi dell’anno. In pochi giorni, dalle uova deposte in gran numero, si sviluppano le larve e le pupe (stadi giovanili) attere (prive di ali), la cui vita ha luogo nell’acqua stessa. Alla fine della fase acquatica attera, lo stadio giovanile più avanzato metamorfosa e sfarfalla (guadagna l’ambiente terrestre affrancandosi dall’acqua) mostrandosi nella forma adulta di insetto volatore dittero che ben conosciamo. L’intera fase, da uovo deposto allo sfarfallamento, ha luogo in circa 5-9 giorni: più le temperature ambientali sono elevate, più in fretta si consuma la fase giovanile acquatica. E’ immediato immaginare quante generazioni si possono sviluppare nel periodo che ha inizio in primavera e che ha fine al termine dell’autunno. Al presentarsi della stagione invernale, prevedendo gli sfavorevoli mutamenti in arrivo, la zanzara depone uova fecondate diapausanti (uova il cui sviluppo viene bloccato sino al presentarsi di temperature e precipitazioni più elevate, adeguatamente favorevoli alla crescita) che si svilupperanno in larve e pupe non prima della primavera dell’anno seguente, o sverna come femmina feconda, in attesa di temperature adeguate alla deposizione. Nel nostro areale le principali specie di zanzara presenti sono la zanzara tigre (Aedes albopictus) e la zanzara comune (Culex pipiens).

Zanzara comune (Culex pipiens)

La zanzara comune è la specie che storicamente è sempre stata presente nel nostro territorio. E’ molto piccola (pochi mm) di colore bruno, di volo leggero a medio raggio (circa 125 m). E’ attiva prevalentemente nelle ore serali e notturne. Nell’uomo, generalmente, i pomfi causati dalla femmina sono di piccole dimensioni, pruriginosi, in genere mai purulenti e della durata di pochi giorni anche nei soggetti sensibili. Scarsa è la reazione istaminica (infiammazione) causata dalla sua saliva all’atto della suzione del sangue (saliva che viene iniettata con finalità anticoagulanti). Essa depone le uova in volumi di acqua di medie dimensioni come caditoie e bocche di lupo (tombini stradali e scarichi delle acque stradali lungo i marciapiedi), fontane, pozze nei fossi, raccolte di acque di scarico. Questi principali punti di deposizione sono prevalentemente di pertinenza pubblica. Segue un piccolo quadro dei principali caratteri di questa specie:

•    Periodo di attività da Marzo a Novembre

•    Durata dell’intero ciclo: 6-8 gg in piena estate, 15-20 gg in primavera e fine estate

•    Antropofila

•    Sverna come femmina feconda

•    Picco di attività giornaliera: crepuscolo e ore notturne

•    Scarsa volatrice

•    Le uova vengono deposte in masse (alcune centinaia) a forma di zattera sulla superficie dell’acqua


Zanzara tigre (Aedes albopictus)

La zanzara tigre è una specie alloctona (non ha origine nel nostro territorio). Essa è giunta in Italia grazie ad un trasporto via mare di pneumatici all’interno dei quali, in piccole raccolte di acqua, vi erano delle uova in accrescimento. E’ una specie che nel nostro ambiente non ha trovato forti antagonisti, competitori né predatori adeguatamente specializzati. Essendo diversa dalla zanzara comune in termini di resistenza ed attività ed essendo molto attiva ed aggressiva, in pochissimi anni ha preso possesso del territorio e a tutt’oggi è nel veronese la specie tra le due più presente, mostrando addirittura un’antropofilia sempre più specifica. E’ uno o due mm più grande della zanzara comune e possiede una particolare livrea: è nera con striature bianche, sia sul corpo che sulle zampe (da qui “zanzara tigre”). Ha volo pesante (non si solleva più di poche decine di centimetri da terra), poco agile, ha un raggio ristretto d’azione (circa 75 m). E’ molto attiva durante tutta la giornata, meno nelle ore di sole più alto. Nell’uomo, generalmente, i pomfi causati dalla femmina sono più voluminosi di quelli provocati dalla zanzara comune, intensamente pruriginosi, talvolta purulenti e della durata di giorni soprattutto nei soggetti sensibili. In genere provoca una certa reazione istaminica (infiammazione) causata dalla sua saliva all’atto della suzione del sangue (saliva che viene iniettata con finalità anticoagulanti). Essa depone le uova in qualsiasi contenitore di liquidi, soprattutto se di piccole dimensioni. Approfitta per questo di tutti gli oggetti normalmente presenti presso le abitazioni private quali recipienti, bottiglie, pieghe di teloni di plastica, sottovasi, bidoni etc. In ambito urbano i siti di deposizione sono principalmente le caditoie (tombini stradali). Segue un piccolo quadro dei principali caratteri di questa specie:

•    Periodo di attività da Marzo a Ottobre

•    Durata dell’intero ciclo: 6-8 gg in piena estate; 15-20 gg in primavera e fine estate

•    Antropofila

•    Sverna sotto forma di uova diapausanti

•    Picco di attività giornaliera: prime ore del mattino e tardo pomeriggio

•    Mediocre volatrice

•    Le uova vengono deposte singolarmente dalla femmina appena al di sopra della superficie dell’acqua (resistenti all’essiccamento) e si schiuderanno inseguito a sommersione


Questi organismi, noti per il disturbo provocato nei mesi caldi, sono da anni oggetto di campagne di gestione per il contenimento della loro presenza nel territorio. Negli ultimi anni inoltre, a causa della presenza della zanzara tigre e della sua tipicità di vettore di alcune patologie, zoonotiche o meno, quali virosi, malattie protozoarie e malattie infettive, questo organismo è stato oggetto di un serrato monitoraggio e gestione programmata fino alla definizione di specifici protocolli sanitari regionali d’intervento in caso di rischio sanitario.

Gli Enti tenuti alla definizione dei protocolli d’intervento, della progettazione delle campagne annuali di gestione sul territorio e della conduzione degli interventi sono rispettivamente:

Servizio Veterinario U.L.S.S. 20

Coordinamento Ambiente del Comune di Verona